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OMINES PO BRULLA - CORO PAULICCU MOSSA DI BONORVA, Direttore Marco Lambroni. Programma serate.

Un'opera musicale che si compone di un CD con libretto e di un libro contenente testi e spartiti. CD + libro possono essere richiesti direttamente al Coro, al prezzo di 15 € (più spese di spedizione). E-mail: coropauliccumossa@libero.it

Omines po brulla è nato, prima di tutto, dalla consapevolezza di essere i privilegiati eredi di un patrimonio popolare decisamente ricco e prezioso, quello del canto sardo, spesso intrecciato a quello della poesia dialettale. Consapevoli eredi, sì, ma non solo. Noi abbiamo anche la consapevolezza, e la responsabilità, che non possiamo limitarci a fruire della tradizione che i nostri progenitori, in forme così variegate, ci hanno consegnato. Nè possiamo ignorare che la tradizione è un viaggio in continua evoluzione.
Possiamo immaginare la tradizione in tanti modi, a me piace pensarla come un grande edificio che ha porte e finestre spalancate, attraverso le quali il tempo -proprio il nostro tempo- può entrare con il suo vissuto, la sua personale espressività. Ogni artista, poi, tende a esprimere il segno originale del suo passaggio, messaggero anche di quello comunitario, un segno che così rimane come testimonianza del presente e che, in definitiva, contribuisce a rinnovare la nostra identità. Ce lo insegnano gli antichi, che delle tradizioni facevano ogni giorno concreta esperienza e, così arricchita, la tramandavano.
Omines po brulla è nato dunque con questo spirito e con questo intento. E perchè diventasse creatura viva lo abbiamo affidato, prima di tutto, a Pauliccu Mossa, facendola scaturire dalle sue poesie, dai suoi personaggi, quelli più curiosi, più bizzarri, quelli che meglio rappresentano i vizi, i capricci, le debolezze degli uomini, di allora e di oggi. Sono personaggi sui quali il poeta ironizza ferocemente, è vero, ma alla guida delle quali poi si mette quasi riconoscente, sino a farne la sua più fedele compagnia. Insieme a loro, quasi a volerli riassumere, così si presenta al pubblico:

Amigos, si mi cherides iscultàre,
su dolore tancade in domo mia,
omines po brulla bos cherzo presentare:
sa pius sana, sa pius bella cumpagnia.


E' dominato dai ricordi, il poeta, e non può fare a meno di riviverli, di restituirli alla vita e al mondo. Sono ricordi palpitanti, che cercano di annullare il dolore con l'allegria, sono ricordi fatti di carne e ossa, vere e proprie creature, presenti e ben vive sulla scena.

Como sos ammentos mi che pigan a conca,
su coro mi lu faghen girare che una morroccula.
Già l’ischides: sos ammentos tenen ojos e pees,
tenen gosos e turmentos, macchines e imbentos...


Ed ecco comparire sulla scena personaggi e situazioni, come: sa prima die de iscola, una mama miserina, unu tiu mani longu. E dalla singolare compagnia si staccano poi, nitidi e caratteristici, i personaggi principali, presi per mano dal poeta, dalla sua tagliente ironia: Donnu donadu, Babbareddu Biosa, Una femina chi si creet bella, (un iscrupulu de cussenzia), Anna Lughìa, Una oghe rara, Su puzone chi faeddat, Sos deunzos.

Sono personaggi che, sferzati dall'ironia di Paolo Mossa, procedono e vivono insieme, dall'inizio alla fine della rappresentazione, sino al momento in cui il poeta li fa scomparire dalla scena per affidarli al pubblico; anzi, ora è il pubblico stesso la sua bella compagnia, i suoi affezionati omines po brulla. Questi personaggi, così veri e singolari, sono così arrivati fino a noi, sicuramente sono ancora attuali, anche perchè l'uomo contemporaneo
non è affatto diverso da quello che, oltre un secolo fa, ha conosciuto il poeta. Fra i suoi personaggi, infatti, c'è chi s'illude della propria bellezza, chi della propria voce, c'è chi finge di digiunare e chi crede di essere padrone della propria vita.
Certo è che queste creature, grazie all'ironia e ai versi del poeta di Bonorva, sono sopravvissuti all'oblio. E oggi, senza volerlo, potrebbero essere il nostro specchio fedele.

Intesa l’azis sa bella cumpagnia
comente sa natura l’hat cunzepida...

Intesa l’azis sa bella cumpagnia?
Sun omines po brulla de idda mia.
Oe che tando passat in donzi ìa:
in mesu a bois deo l’happo ida!


OMINES PO BRULLA, ovvero un'avventura particolare.

Ci sono tanti tipi di avventura. Quella di Omines po brulla, con la sua ideazione e realizzazione, è stata una di quelle che ti segnano, ti trasformano persino, perchè ti chiedono di non essere soltanto te stesso, ma anche altro e altrove, un poeta e una comunità, e nel suo tempo preciso. E per affrontare un'avventura come questa c'era bisogno soprattutto di un atto di fede, quello di credere in se stessi, un atto di fede da parte del Coro, prima di tutto, del suo Direttore Marco Lambroni e degli autori, Salvatore Rizzu e prima ancora quello di chi ora vi racconta quest'impresa.
Dopo aver camminato per oltre due anni, senza certezze e soltanto con le proprie forze, Omines po brulla è diventato la creatura tanto attesa e fin qui solo immaginata. E anche adesso, dopo mesi e mesi di laboriosa composizione, lavorìo e preparazione e infine registrazione, l'incertezza rimane ugualmente, quella nascosta nell'imprevedibile giudizio del pubblico. Non ci sono punti di riferimento, del resto, se non quello generico del canto corale sardo. Omines po brulla sfugge anche a questo, si propone infatti con una struttura e uno sviluppo del tutto nuovi, un racconto corale e organico fatto di storie e personaggi, quelli che Paolo Mossa ha raffigurato in un suo versante poetico particolare, dal taglio ironico, satirico, burlesco. Omines po brulla, oltre ad essere titolo e sintesi dell'opera, è anche il motivo musicale conduttore.
Un racconto cantato e anche recitato, in definitiva, è questo del Coro Pauliccu Mossa, dove personaggi e situazioni si susseguono e costituiscono una trama che si nutre di un vissuto reale, quello di Bonorva, sperimentato dallo stesso poeta, qui nel ruolo di io narrante, al quale fa da contorno la presenza comunitaria. Il racconto, nella sua attuale realizzazione, è rappresentato da un volume, con prefazione del professor Gian Nicola Spanu, contenente testi, poesie e spartiti facenti parte dell'opera. Le musiche e le armonizzazioni sono del M° Salvatore Rizzu. Al volume è allegato un CD con la registrazione sonora effettuata dal Coro Pauliccu Mossa, sotto la direzione del M° Marco Lambroni. Nel contempo, l'opera esce come registrazione in CD accompagnata da un semplice libretto contenente i testi, cantati e recitati, oltre a immagini del Coro e di Bonorva. E' prevista, a completamento del progetto, la realizzazione dell'opera anche in DVD.

CORO PAULICCU MOSSA
Direttore Marco Lambroni

I componenti del Coro
Tenori primi: Giovannino Bichiri, Gianni Melas, Antonio Carboni, Tore Melas, Franco Testoni.
Tenori secondi: Pietro Marruncheddu, Nannino Mura, Salvatore Marruncheddu, Sebastiano Onida, Salvatore Puggioni, Pietro Solinas, Enrico Testoni.
Contra: Battista Carvone, Giuseppe Brundu, Giovannino Budroni, Tonino Catgiu, Titti Marras, Francesco Pinna, Tonino Pischedda, Battista Tedde.
Bassi: Davide Fenu, Gavino Figos, Cicito Loi, Antonio Marras, Nino Spano, Luciano Spissu.
Voci soliste: Antonio Carboni, Giovannino Bichiri, Franco Testoni, Tore Melas.
Voci narranti:Tonino Pischedda e Antonio Carboni



blog.libero.it/coromossabonorva

Programma esibizioni:

21 luglio 2007, Santa Giusta, concerto tradizionale, ore 21.00
28 luglio 2007, Simaxis, concerto brani sacri, ore 21.00

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