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"UNDICI", Romanzo di Savina Dolores MASSA, Edizioni Il Maestrale, Nuoro. Da qualche giorno nelle librerie.

Undici storie straordinarie per undici personaggi altrettanto straordinari. Una narrazione che mette insieme il canto e la poesia, perchè l'avventura e il senso della vita risultino più visibili, anche nella profondità del mistero.

4 giugno 2006 – Una barca di sei metri, bianca, senza nome e senza bandiera, viene ritrovata da un pescatore a largo dei Caraibi. A bordo, i corpi quasi mummificati di undici uomini neri. È tutto ciò che resta di un convoglio di 47 persone partite dalle coste dell’Africa nel giorno di Natale.
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La scrittrice si fa carico di dare voce agli undici senza nome, trasfondendo le loro storie in una prosa che si fa canto, ora epico, ora lirico, ora romanzesco. Gli undici si raccontano nell’attimo prossimo alla morte, raccontano i loro desideri, le ambizioni e i fallimenti.
Raccontano di una società in fermento, fatta di architetti, autisti d’autobus, costruttori di piroghe, di uomini che difendono le proprie figlie da usanze arcaiche, andando contro la comunità. Nel canto del griot, poeta sacerdote mezzo uomo e mezzo dio, palpita una luminosa amara Africa.
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Un libro da leggere in profondissimo silenzio, come si legge una poesia, guardando dentro l'anima e oltre noi stessi, in un tempo che non possiamo sapere e che pure ci appartiene. Ci si ritrova, alla fine, dentro la sconfinata memoria del mare.

Ecco ora un intenso commento dell'autrice:
"Il canto dei miei Undici che muoiono non è stato un lavoro semplice, per la mia maniera di immedesimarmi anima e corpo. Ho sofferto tanto, e con loro. Per undici volte sono entrata nella morte: io con la fortuna di poter ritornare, loro con la sola speranza di non essere scordati troppo presto".

Di recente ho assistito alla presentazione del suo libro UNDICI, a Sassari, presso la libreria delle Messaggerie Sarde. Ne sono rimasto particolarmente impressionato, per la musica, il canto, la recitazione, la bellezza, il pathos. Tutto molto professionale, amorevolmente intenso e proposto con naturalezza, con una drammaticità capace di catturare profondamente ogni singolo spettatore. Per questo credo proprio di poter affermare affermare che si è trattato di una presentazione straordinaria, un'opera al di fuori del romanzo.
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