ANTONIO  STRINNA 
Le storie, nostri luoghi interiori, non smettono mai di raccontarsi. Sono come dei superstiti dimenticati.

BUNNANNARU  FIORE

Bonnanaro

Oggi, in mezzo al guado del terzo millennio, siamo sospesi sull'orlo di una mutazione. 

Dobbiamo essere consapevoli che la posta in gioco è immensa. Nel momento in cui la mutazione ha il sopravvento, il grande libro della nostra memoria è definitivamente archiviato, o bruciato, come del resto avviene nelle fasi finali delle grandi civiltà. 

Dentro questa realtà c'è una domanda alla quale non possiamo dare una risposta.  Che cosa va a tutti costi salvaguardato? E quali sono le radici che ancora ci forniscono un equilibrio per ancorarci al mondo? Infine, cosa possiamo e dobbiamo portarci nella valigia telematica, piccola e leggera, che ci accompagnerà nel futuro?

Luca Francesconi 

Direttore 52° Festival Internazionale di Musica - BIENNALE DI VENEZIA, 2008.


Dopo cinquant'anni di presenza a Bonnanaro, dove ho trovato e sposato mia moglie Franca, ho ritenuto opportuno offrire il mio contributo a questo paese che con me è stato particolarmente ospitale e generoso. Perciò ho deciso di candidarmi come con-sigliere alle Elezioni comunali del 25 e 26 ottobre 2020. 

PROGRAMMA  ELETTORALE

LISTA BUNNANNARU FIORE

CANDIDATO SINDACO SALVATORE BUDRONI

Elezioni Comunali 25, 26 ottobre 2020 - Bonnanaro

Candidati consiglieri: Roberto Carta, Gianmarco Carboni, Salvatore Coialbu, Alba Dore, Anna Sale, Stefania Soggiu, Antonio Strinna.

Bonnanaro, forse più di tanti altri paesi, ha subito in questi ultimi decenni un progressivo spopolamento e impoverimento dei servizi alla persona, alle famiglie, in generale alla popo-lazione. Il paese si ritrova oggi in una generale condizione di decadenza, sempre più profonda, una con-dizione che riteniamo sia stata causata soprattutto dalla carenza di progetti adeguati e di nuove prospettive mai messe in campo. Insomma, da una politica che ha trascurato lungamente i grandi e cronici problemi del paese. Le sue conseguenze sono ricadute, come possiamo vedere, sulle nuove generazioni, da tempo alla disperata ricerca di occupazione; non di meno il danno è stato causato anche a quanti operano nel territorio, sempre più alle prese con una situazione di crescente precarietà.

Si tratta di una decadenza demografica, economica e sociale che appare ancora più visibile, persino drammaticamente, se la confrontiamo con quella dei paesi vicini - Borutta, Torralba, Cheremule, Bessude, Banari - paesi ugualmente piccoli, eppure tutt'altro che decadenti, anzi animati da grande vitalità, forse anche più che in passato, paesi che oggi possono vantare una notevole crescita e sviluppo sociale. Sono paesi che dimostrano concreta-mente come nessuna decadenza può dirsi irreversibile, tanto meno la nostra. Se poi allarghiamo il nostro sguardo, scopriamo che gran parte dell'Italia è popolata da paesi che seguono la medesima filosofia e hanno conseguito gli stessi risultati. Sono paesi che non operano da soli, ma all'interno di un sistema di sviluppo coordinato e relazionato a livello nazionale. Si tratta della rete che mette insieme i cosiddetti borghi autentici d'Italia.

Ispirati e confortati dalle esperienze di questi borghi, noi riteniamo che sia arrivato il momento di approntare, anche con approcci inediti, nuove politiche e attività di promozione e sviluppo sociale della nostra comunità e del suo territorio, a partire dalla riscoperta e valorizzazione delle sue risorse. Diritti, bisogni e risorse, questi i punti essenziali dai quali partire, insieme ad una seria e approfondita riflessione da attivare attraverso un dialogo continuo con la popolazione. Una riflessione che deve avere l'obiettivo di garantire a tutti il diritto di cittadinanza mediante l'accesso al sistema di tutela e assistenza, che assicuri il benessere individuale e collettivo. Nel contempo occorre incentivare e guidare ogni possibile forma di partecipazione e dunque di responsa-bilizzazione nei confronti di chi opera diretta-mente nel territorio.

Seguendo questo percorso si favorisce un processo di integrazione comunitaria nelle dinamiche di promozione della collettività. Va da sé che bisogna far maturare una maggiore concezione non conflittuale, fondata su elementi di maggiore coesione sociale Infatti, la gestione di strutture e servizi collettivi e pubblici locali basata sull'apporto costante e sistemico dei cittadini (asili nido, scuole materne, "scuole e palestre aperte", centri diurni e luoghi di incontro) costituiscono reali percorsi di innovazione sociale che favoriscono sia l'ottimizzazione dell'uso delle risorse che l'incremento dei fattori di coesione e solidarietà all'interno della comunità.

Siamo convinti che proprio da questa crisi, così generalizzata, possono emergere nuovi protagonisti che voglio-no fare impresa sociale. Occorre approfondire la propria identità ed, in essa, trovare le risorse e le ragioni per ripartire, per fare imprese aperte alla condivisione comu-nitaria. Possiamo forse negarci il diritto a stare bene, la possibilità di intraprendere una sana vita di relazione riconoscendo e coltivando le proprie risorse personali, la conservazione e lo sviluppo delle proprie capacità fisiche? L'obiettivo generale deve essere quello di contrastare l'ab-bandono del paese e del suo territorio, di mantenere e incrementare la qualità della vita, promuovendo politiche inedite e dunque nuove attività, condivise dalla popolazione e generatrici di opportunità: nuova occupazione, tutela dell'ambiente, valorizzazione delle risorse del territorio, ossia un modello partecipativo che vede una con-creta sinergia fra pubblico, privato e società civile.

Il Programma elettorale qui di seguito esposto, guardando alla semplicità e insieme alla concretezza, si basa su alcuni capisaldi o campi di azione ben definiti. Di modo che l'orizzonte da noi proposto possa essere ben chiaro fin dal primo sguardo e, in futuro, verificabile in tutto il suo percorso e nella sua attuazione.

Riteniamo che la realizzazione di questo Programma, nel breve e nel medio termine, possa dare al paese e al suo territorio un volto nuovo; in sostanza, una prospettiva di crescita e di sviluppo. Una prospettiva che, nel contempo, contrasti lo spopolamento e l'impoverimento del paese in atto già da alcuni decenni. Sarà anche una preziosa occasione per ritrovare quella parte di identità culturale andata perduta con l'avvento delle nuove mode e nuove tecnologie, oltre che a causa del forzato abbandono del paese da parte dei giovani. Il tessuto sociale, con tutte le inclusioni possibili, costituirà per noi uno speciale punto di intervento e insieme di osservazione, per la sua tenuta e la sua crescita, con particolare riguardo ai servizi alla per-sona, alle famiglie e in generale alla popolazione.

Ecco dunque che cosa prevede il Programma della nostra Lista, quali attività generali, quali interventi e quali specifiche attenzioni, nel paese e nel territorio, sono previsti a favore della popolazione, con particolare attenzione nei confronti dei più anziani, dei giovani disoccupati e dei soggetti in condizioni di difficoltà. Allo stesso modo, nei confronti dell'ambiente e del paesaggio, nonché delle tante risorse delle quali è ricco il territorio, risorse da riscoprire e valorizzare e con le quali promuovere un turismo sostenibile. Bonnanaro potrebbe così diventare, capitalizzando il suo patrimonio, finora inespresso, un borgo ospitale e attraente, capace di produrre ricchezza e benessere, come in fondo è stato in passato.

Si prevedono, prioritariamente e in particolare, appropriati interventi e attività laddove le criticità sono più antiche e perciò anche più gravi, non più rinviabili, qui sotto sinteticamente elencati.

Elettrificazione del territorio.

Quasi ovunque è inesistente, nel senso che gli operatori del settore non possono usufruirne; motivo per cui risulta particolarmente condizionata l'attività degli agricoltori ed in particolare quella degli allevatori di bestiame. Di conseguenza, risulta negativamente condizionata anche ogni ulteriore attività nel territorio, limitandone così anche lo sviluppo e provocandone un ulteriore abbandono. Occorre produrre il massimo sforzo possibile affinché il territorio possa usufruire di una efficiente e generale elettrificazione.

Viabilità interna ed esterna.

Sia le strade interne al paese che quelle presenti nel territorio, queste anche in maggior misura, già da molto tempo hanno un'urgente necessità di interventi di manutenzione, nonché di essere decisamente ampliate. Considerata la loro importanza per chi opera nel territorio - allevatori e agricoltori - si intende dare alle strade rurali un'attenzione particolare e prioritaria.

Assetto idrogeologico.

In alcune zone del territorio sono presenti e ben visibili dei gravi dissesti idrogeologici che spesso ne pregiudicano anche l'ordinario utilizzo, motivo per cui deve essere messo in sicurezza con cura e urgenza. Inoltre, riteniamo che la sicurezza debba essere garantita sia nei luoghi di lavoro che nel paese.

Paesaggio, ambiente.

Il territorio presenta notevoli risorse paesaggistiche che necessitano di essere salvaguardate da inquinamento, vandalismi e abbandono. Tali accurate attenzioni intendiamo mettere in atto anche per il conseguimento di una fruizione estesa a tutti, nonché sostenibile.

Patrimonio archeologico.

La ricchezza di questo patrimonio, diffuso in gran parte del territorio ma anche trascurato, merita sicuramente una speciale attenzione. La sua cura e insieme la sua fruizione rappresentano due aspetti prioritari, irrinunciabili. L'importanza di questo patrimonio è stata finora trascurata, anche per questo motivo deve trovare uno spazio adeguato nel futuro del paese.

Area sosta dei caravan.

Si tratta di un servizio con fini turistici che deve uscire prima possibile dal suo stato di abbandono. Riteniamo che ci siano tutti i presupposti perché questo servizio entri realmente in funzione, anche in tempi brevi, anche per la sua vicinanza alla 131. Sabbiamo bene che esiste una forte richiesta di queste aeree e noi intendiamo renderla funzionale e perciò produttiva.

Palazzo Passino, attività ed eventi culturali.

Riteniamo che Palazzo Passino, tuttora vuoto di contenuti, possa diventare la location ideale per realizzare eventi culturali, sia temporanei che stabili. Luogo di esposizione di artigianato locale, mostre di vario genere, idoneo anche ad ospitare attività giovanili. In particolare, potrebbe esse-re la struttura ideale per accogliere un Museo multimediale dedicato alla poesia sarda, scritta e orale, e al canto sardo a chitarra.

Struttura ricettiva per anziani.

A differenza dei paesi vicini, Bonnanaro non dispone di una struttura idonea ad accogliere vecchi e anziani. Riteniamo questo servizio indispensabile e urgente per gli abitanti del paese. Motivo per cui intendiamo adoperarci nel modo più efficace affinché anche Bonnanaro possa usufruire di questo prezioso servizio.

Centro storico.

Già da diverso tempo il centro storico del paese necessita di attente cure e soprattutto di un riordino complessivo. Tutto questo consentirebbe una sua maggiore vivibilità e anche una valorizzazione dal punto di vista turistico. Inoltre riteniamo necessario rivolgere una particolare attenzione ai suoi edifici, molti dei quali decadenti, bisognosi di radicali quanto rispettose cure. Stiamo parlando del cuore del paese, della sua storia più antica, dentro la quale ci sono ancora oggi le nostre radici. E con le radici anche il senso del nostro futuro.

Servizi socio-sanitari.

La salute, come la sicurezza, non può che meritare da parte di questo Programma la massima attenzione e la massima cura. Perciò, i servizi socio-sanitari saranno garantiti secondo gli standard più elevati, in particolare nei confronti dei più deboli, dei più bisognosi, cogliendo così l'occasione per riscoprire e sviluppare i valori della nostra comunità.

Benessere Animale e lotta al randagismo.

Prevediamo campagne di chippatura e sterilizzazione gratuite. Attività di sensibilizzazione riguardo al rispetto e al benessere degli animali. Nel contempo, intendiamo attivare la spon-sorizzazione delle adozioni dei cani del paese presenti nei canili convenzionati, con conseguente abbattimento dei costi di gestione del cane a carico del comune.

Riorganizzazione uffici e servizi comunali.

Le risposte ai cittadini dovranno essere più celeri, le procedure semplificate, i tempi di attesa ridotti al minimo. Motivo per cui occorrerà riorganizzare l'apparato burocratico complessivo, sia sulla base di nuovi sistemi produttivi sia su rinnovate motivazioni partecipative, ad esempio attivando incentivi mirati e proporzionati al merito effettivo.

Ulteriori servizi da attivare.

Ci sono ulteriori servizi che riteniamo sia necessario attivare: 1) il centro ecologico; 2) la manutenzione delle strutture sportive già esistenti e la creazione di nuove aree di sport, dove sia possibile attivare occasioni di interesse turistico anche attraverso eventi sportivi; 3) l'istituzione di un centro Informagiovani in grado di fornire le informazioni necessarie per la ricerca e l'inserimento nel mondo del lavoro; 4) la costituzione di una consulta giovanile.

Bonnanaro produce.

Punto di forza del nostro Programma sarà sicuramente costituito dal nostro sostegno all'artigianato locale, alle produzioni agricole e a quelle della pastorizia. Con speciale attenzione alla Sagra delle ciliege, ma anche a tutte quelle produzioni da sempre riconosciute come specificità locali.

Area industriale.

Riteniamo che questo spazio possa essere sfruttato ulteriormente, nel migliore dei modi. Sarebbe lo spazio ideale per allestire e mettere in vendita tutto quanto fa parte, come descritto più sopra, la produttività di Bonnanaro. La vicinanza alla 131 è sicuramente un vantaggio non da poco, che dobbiamo sfruttare a vantaggio dei produttori locali.

Promozione turistica del paese e del territorio.

Crediamo che, dopo aver reso il paese più accogliente ed attrattivo, ci possa essere anche una finalizzazione turistica. Ed è quanto intendiamo fare, così che alle risorse attuali e future possano sommarsi quelle prodotte dalle attività turistiche. Del resto, il territorio ha ancora molto da offrire, costituisce un patrimonio che può risultare attraente per qualunque turista, soprattutto se saputo raccontare.

Lavoro e occupazione. 

Sicuramente la disoccupazione costituisce, nel nostro paese, la criticità più frequente e più grave fra tante altre criticità. Si tratta dunque della sfida più importante e più difficile da affrontare. Siamo consapevoli che dall'esito di questa sfida dipende, oggi come ieri, gran parte del destino del paese. Ci metteremo dunque il massimo senso di responsabilità nell'affrontare questa grave emergenza che dura ormai da diversi decenni e che ha causato una continua caduta demografica e impoverimento del paese.

Scuola, biblioteca, attività sociali e culturali.

Si tratta di servizi essenziali, indispensabili alla collettività, motivo per cui la nostra attenzione e il nostro impegno sarà mirato a favorire il miglior funzionamento possibile, per quantità e per qualità. Siamo consapevoli che si tratta di servizi che possono favorire il tessuto sociale e la sua coesione.

Attività giovanili: culturali, sportive e ricreative.

Uno sguardo particolare intendiamo rivolgere ai giovani: ai loro bisogni, alle loro aspettative, alle energie che vorranno mettere a disposizione del paese. Saranno sicuramente seguite le loro attività -culturali, ricreative e sportive - seguite con attenzione, infine accompagnate nel tempo e sostenute adeguatamente. I nostri giovani rappresentano il futuro del paese, possono essere persino determinanti, motivo per cui intendiamo valorizzarli in ogni loro risorsa e in ogni loro impegno, specialmente in quelli che contribuiscono alla crescita umana, culturale e sociale, come l'associazionismo e il volontariato.


PROGETTI SPECIFICI


Prima di tutto occorre che la prossima Giunta comunale porti l'attenzione sulle criticità presenti nel paese e nel territorio, specialmente su quelle più gravi, e intervenga affinché vengano risolte prioritariamente e nel modo migliore possibile. 
In secondo luogo, crediamo sia il caso di mettere in piedi alcuni progetti che possono dare al nostro paese nuove occasioni di crescita culturale, sociale e possibilmente anche economica, ad esempio attraverso un'offerta turistica organizzata, variegata e attraente.
Dei tanti progetti possibili, ne riferiamo solo qualcuno, con l'intenzione di approfondirli al momento opportuno.  Ora non sono che Titoli, quelli di tanti Capitoli ancora da scrivere. 

PALAZZO PASSINO
CANTARU 
SANTA MARIA ISCALAS
AREA BEGA
SORGENTI E VALLE MALIS
SANTUARIO MADONNA MONTE ARANA
SAGRA DELLE CILIEGIE
DI VIGNA IN VIGNA





ALLEGATO AL  PROGRAMMA ELETTORALE


L'obiettivo generale che ci proponiamo di perseguire è quello di contrastare l'abbandono del paese e del suo territorio, come ben sappiamo in atto da diversi decenni; inoltre, intendiamo mantenere e incrementare la qualità della vita, promuovendo nuove politiche e dunque nuove attività, condivise dalla popolazione e generatrici di opportunità: nuova occupazione, tutela dell'ambiente, valorizzazione delle risorse del territorio, umane e materiali, ossia un modello partecipativo che vede una concreta sinergia fra pubblico, privato e società civile.

ARTIGIANATO - AGRICOLTURA - ALLEVAMENTO.

L'artigianato e la trasformazione agroalimentare rappresenta, oltre che un patrimonio culturale e un servizio per i cittadini, una risorsa economica e produttiva fondamentale: un tessuto produttivo diffuso costituito da microimprese, da laboratori e da piccole e medie imprese fortemente radicate nei territori di appartenenza, il cui valore economico non è trascurabile all'interno dell'economia nazionale. Il saper fare della nostra comunità costituisce un patrimonio culturale unico che ha caratteriz-zato la nostra comunità nelle sue diverse epoche di sviluppo. Le nostre imprese artigiane sono portatrici di una tradizione artistica e produttiva secolare, depositarie di conoscenze materiali e immateriali, ben radicate nel nostro territorio.

Allo stesso modo sono portatrici di valori culturali. Bisogna dunque di fare evolvere il capitale sociale umano, cioè considerare gli abitanti come lo strumento del cambiamento che può andare molto al di là della produzione economica e comprende anche lo sviluppo sociale e politico.

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Non dimentichiamo poi che le imprese artigiane producono beni che concorrono a determinare il grado e il livello di qualità di vita di una comunità locale. Allo stesso modo, la nostra agricoltura deve essere competitiva non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo ambientale e gli obiettivi strategici potranno essere raggiunti solo a fronte di una profonda rivisitazione del modo di concepire il mondo agricolo e pastorale.

Guardando a un orizzonte sempre più vasto, dobbiamo considerare che assume un ruolo centrale la tradizionale e artigianale lavorazione dei prodotti agricoli e il loro impiego nel settore culinario.

Il cibo quindi potrebbe diventare sempre di più un mezzo per produrre lavoro e benessere. Insomma, potrebbe essere il portatore di un "valore sociale" che si crea attraverso l'interazione fra i soggetti economici e sociali del territorio, fra la col-lettività e con l'ambiente circostante. Esso è infatti una forma di pratica economica diffusa che alimenta l'economia locale e le piccole produzioni di beni e servizi, creando occupazione, stabilità sociale, e possibilità di sviluppo futuro. Ci sono poi delle produzioni di antica tradizione a rischio di estinzione, come la produzione delle cipolle, delle ciliegie, del vino e dell'olio. Fare comunità è spesso il primo volano di uno sviluppo economico sostenibile anche in aree che presentano problemi di ritardo di sviluppo. Nei nostri paesi occorre fare uno sforzo per creare una alleanza tra economia e cultura, talenti e saperi, cittadini e imprese, cementata dalla green economy, che diventi un potente antidoto contro la crisi e un formidabile "carburante" per la crescita. (Carlo Petrini, fondatore di Slow Food).

Proprio le peculiarità e la qualità produttiva dei territori dei piccoli e medi comuni possono rappresentare un importante fattore di sviluppo e di competitività locale e nazionale: oltre la metà della produzione agroalimentare nazionale, che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo, è coltivata in questi territori. Sono circa 400.000 le imprese agricole localizzate nei piccoli e medi comuni italiani, impegnate nella salvaguardia delle colture agricole tradizionali, nel mantenimento delle tipicità alimentari, nella tutela del territorio dal dissesto idrogeologico, nella tutela del paesaggio.

Mediante politiche di valorizzazione puntuali ed adeguate, il paese deve essere messo in condizioni di esprimere la sua capacità di offrire al visitatore, escursionista o turista, una risposta alla ricerca di incontro e di relazioni umane, di comunità accoglienti, di tipicità ed identità rispetto alle quali egli possa riconoscersi e con le quali possa compiere esperienze gratificanti. Le tipicità locali generano una domanda di turismo esperienziale nei borghi orientata alla qualità: il viaggiatore ad esse interessato ha un livello culturale più elevato, acquista volentieri prodotti di qualità ed ha come priorità quella di conoscere il prodotto del territorio e non soltanto di consumarlo. Le tradizioni produttive locali, le rappresentazioni legate al cibo, le espressioni collettive di festa e spettacolo basati sulla valorizzazione dei sapori tradizionali presenti in un territorio, sono patrimonio culturale immateriale che le comunità dei borghi riconoscono in quanto parte della loro dotazione identitaria.

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Questo patrimonio trasmesso di generazione in generazione è costantemente ricreato dalla comunità in funzione del suo ambiente, della sua interazione con la natura e la sua storia, e conferisce alla comunità stessa un senso d'identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la biodiversità e la creatività umana.

CONOSCERE IL TERRITORIO E SAPERLO RACCONTARE.

Il fattore esperienziale sta divenendo, nella vacanza turistica, sempre più importante nell'ambito delle motivazioni di viaggio e vacanza. I turisti desiderano un coinvolgimento emotivo, desiderano sentirsi in empatia con chi li ospita e desiderano soprattutto conoscere a fondo l'identità di un territorio: vogliono vivere, e non solo vedere e vogliono essere direttamente coinvolti, piuttosto che essere soltanto spettatori. Sia in loco che a distanza lo storytelling, o narrazione del territorio e della sua gente, assume quindi un'importanza fondamentale nel marketing e nella promozione del nostro paese e del suo territorio.

Al racconto del territorio deve partecipare la gente che lo abita, ma anche chi lo frequenta, attraverso una continua produzione di contenuti, immagini, suoni e percezioni che restano lì, che ci si porta con sé, e che viaggiano nella rete. Le tendenze turistiche aiutano a fare scattare l'orgoglio di comunità, se prima tutti i cittadini la conoscono, la guardano con occhi affettuosi, seppure consapevoli di alcune criticità che tuttavia si vogliono superare. Si guarda benevolmente alla propria comunità quando la si conosce in profondità, ci si identifica e perché si è coinvolti a partecipare per migliorarla e ridotarla di senso contemporaneo, personalità, e apertura all'esterno. Evitando la trappola del borgo-museo e favorendo invece la sua vitalità. Essere una comunità operosa, che sa leggere le proprie risorse, sa intervenire per migliorarle e tutelarle, condividerle con gli altri insegnando a salvaguardarle; conoscere e sapere illustrare agli altri la storia dei luoghi, la natura e l'ambiente, le opportunità presenti, i limiti e le occasioni di crescita, quelle già colte come quelle da cogliere.

Dobbiamo saper parlare della nostra economia, degli usi e delle consuetudini, non dando nulla per scontato ma consentendo a tutti di comprendere, interagire e contribuire alla tradizione e all'innovazione. E poi dobbiamo puntare alle tavole migliori, dove sia possibile gustare i prodotti locali e poterli acquistare; insomma, serve un'accurata conoscenza che si traduca in capacità narrativa e nel contempo aiuti a ritrovare e ad accrescere l'orgoglio di essere una comunità.

RISCOPERTA E VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI.

L'immagine banalizzata che si ha dei giovani, che talvolta li vede priva di valori, rispecchia una situazione di disagio che spesso diviene "baratro" intergenerazionale. L'eccesso di esuberanza o alternativamente la chiusura e l'isolamento, la devianza dei giovani o la voglia di impegnarsi nel volontariato e nelle palestre di cittadinanza attiva, la creatività non considerata e non incentivata, gli errori che inevitabilmente vengono commessi, sono soltanto alcuni frammenti di un mondo giovanile sospeso fra tante tensioni, spesso smarrito.

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I giovani tendono ad essere creativi, propongono e interpretano i cambiamenti tecnologici, sono in grado di leggere in maniera immediata i nuovi linguaggi, di creare spazi di aggregazione virtuali che consentono di rimanere in contatto con il resto del mondo da ogni luogo, tessere relazioni e creare reti di pensiero e di progetto. I concorsi per giovani creativi hanno il pregio di far emergere giovani talenti, di fare

loro acquistare maggiore consapevolezza delle proprie doti o propensioni creative. Una creatività che diventa capacità di futuro, lavoro per se stessi e che potrebbe diventarlo per altri. Ma spesso i creativi emigrano perché non compresi, perché non hanno pubblico o mercato o semplicemente perché vogliono farsi strada in ampi contesti nazionali o internazionali. La creatività positiva e dunque costruttiva dei giovani che vivono in piccoli e medi comuni va assecondata per essere valorizzata e spesa a livello locale.

Per questo è necessario costruire un sistema di valori intorno alla creatività, in grado di farla comprendere e di farla apprezzare, evitando che sia considerata il capriccio di qualcuno o un radicale desiderio di rottura. Tuttavia occorre che i nostri giovani scelgano di esserci, di restare in paese: è un obiettivo irrinunciabile e prioritario.

Occorre quindi lavorare affinché la creatività giovanile possa rivolgersi anche verso i settori tradizionali che compongono il paesaggio locale e che tutt'oggi sono ad alto potenziale di crescita economica, quali l'agricoltura, la zootecnica e le trasformazioni agroalimentari; la pulizia, la manutenzione dell'ambiente e dei boschi e il riuso dei materiali. Sono settori nei quali localmente la creatività potrebbe essere assecondata e aiutata da vecchi saperi, storie e ricordi in grado di spiegare processi e decorsi della natura, accelerando l'integrazione dei giovani al progetto di futuro delle comunità. Anche questo è un modo per superare la distanza intergenerazionale. Per aiutare le idee a maturare ed a dispiegarsi sarà necessario il dialogo e lo scambio anche con reti relazionali esterne al territorio e per questo è cruciale il web, così come lo sono i programmi di mobilità giovanile nazionali e della UE, nonché il servizio civile nazionale; per questo sarà necessario costruire dei momenti di dialogo, confronto, dibattito a livello locale in grado di far incontrare e cooperare le diverse generazioni. La creatività dei nostri giovani va assecondata così come lo scambio di energie e idee. Bisogna aiutare i giovani a costruire il loro progetto di futuro, originale e nella loro comunità. Perciò, sarà necessario promuovere un'azione pro-grammatica a favore dei giovani, una azione che non si fermi alle tradizionali politiche giovanili.

C'è bisogno dunque di una visione capace di interpretare la realtà locale e in grado, anche attraverso scelte innovative, di tracciare percorsi dove i giovani possano divenire protagonisti dello sviluppo locale e della tensione 'in avanti' indispensabile per migliorare la qualità di vita della comunità locale. I giovani devono sentirsi a pieno titolo protagonisti di un nuovo scenario locale. Forse questa è l'unica possibilità per arrestare il continuo esodo dal nostro paese. Occorre sviluppare una strategia finalizzata a promuovere soluzioni concrete per la valorizzazione dei giovani sui piani dell'occupazione, della vita culturale e dell'impegno sociale.

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L'impresa sociale, con particolare attenzione alle piccole imprese formate da giovani che siano in grado di assumere ruoli innovativi ed efficienti nel sistema del welfare locale e nelle iniziative di sviluppo locale, soprattutto sul fronte della valorizzazione sostenibile delle risorse territoriali e della gestione dell'ambiente; • La creazione di spazi, servizi e strutture per facilitare e sostenere la propensione creativa dei giovani a livello locale, nell'arte e nell'attività culturale, nella gestione di servizi innovativi legati all'ambiente e alla produzione di energie da fonti rinnovabili. Promozione di Laboratori di creatività per concorrere a rafforzare il protagonismo dei giovani. Realizzare contesti operativi attrezzati e organizzati per favorire la creatività e la coesione dei giovani su vari campi: arte, cultura, tecnologia, imprenditoria, ecc.

SVILUPPO ED ECONOMIA DIGITALE.

Ci attende nel breve futuro un impetuoso sviluppo della "economia digitale" che rivoluzionerà l'economia globale in ogni suo aspetto, stravolgerà il modus operandi in pressoché tutti i settori produttivi e trascinerà con sé opportunità economiche e modelli di sviluppo imprenditoriale e sociale inediti. In questo quadro generale prende forma la logica "smart" nelle nuove politiche di sviluppo urbano e locale. Nata come iniziativa dell'Unione Europea per incrementare l'efficienza energetica delle città, la dimensione smart ha assunto una valenza più ampia ed è da intendersi come opportunità di sviluppo economico, sociale e culturale che faccia dell'inno-vazione il perno del proprio organizzarsi, facendo leva sui temi dell'ambiente, del-l'accessibilità e della sostenibilità.

Il nostro paese può e deve diventare un laboratorio di innovazione sostenibile in cui sperimentare soluzioni, idee e progetti per un modello di insediamento a bassi costi e dal ridotto impatto ambientale che possa imporsi positivamente anche sul mercato del turismo sostenibile e di qualità. In conclusione, dobbiamo essere in grado di investire nelle risorse presenti nel nostro territorio con una visione strategica del futuro. Per rinnovarci e crescere dobbiamo osare, avere coraggio.

Ricordiamo poi ciò che ha scritto Franco Carminio, poeta e scrittore, a riguardo del paesaggio e delle bio-diversità. "I luoghi devono parlare agli uomini e gli uomini devono parlare ai luoghi".

I caratteri dell'ambiente urbano (non solo all'interno dei centri storici principali ma anche nell'ambito dell'edilizia storica minore), costituiscono quell'immagine di paese e di territorio che si è andata via via stratificando e consolidando nel corso dei secoli. Tale eredità materiale e culturale fa parte del nostro patrimonio storico e collettivo e come tale va valorizzata, in modo che possa essere tramandata e riletta dalle future generazioni.

Un borgo è bello se è tale per tutti i cittadini che lo abitano stabilmente, in quanto vi sono nati o ne abbiano fatto elezione del proprio abitare, e per i cittadini che lo vivono temporaneamente, per una parte della propria giornata o per una parte della loro vita. Un paese è bello se lo è nel suo centro storico, ma anche in tutte le altri parti che lo compongono.

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AVER CURA DEL PAESE E DEL TERRITORIO.

La cura deve iniziare con l'ascolto attento dei bisogni degli abitanti, a iniziare da quelli che non hanno voce, anzi soprattutto di loro. Il bisogno della casa, del lavoro, dei servizi, degli spazi in cui incontrarsi e partecipare alla vita della comunità, di spazi cioè in cui sentirsi liberi, partecipi del disegno di futuro del proprio borgo. Per i cittadini "aver cura" del borgo è prendere coscienza che esso è soprattutto frutto delle interrelazioni che nel borgo si instaurano. Non aspettiamo un miglioramento della qualità della vita solo dalla dotazione dei servizi di un paese o dalla magnificenza delle sue architetture o dalla bellezza della natura che lo circonda, in quanto essa dipende anche dal modo di essere di chi vi abita, dalla capacità di convivenza, dalla capacità di "avere rispetto" del proprio vicino, dal senso di appartenenza civico. E quindi riguarda tutti, con diversa, ma pari responsabilità. Ecco la nuova frontiera della 'responsabilità sociale diffusa'.

La massima cura va poi riservata a quelle sistemazioni necessarie a conservare "l'autenticità" degli edifici e a mantenere le preesistenze nel loro aspetto e nella consistenza originale, grazie all'eliminazione delle più gravi cause di degrado. Qualunque intervento deve comunque confrontarsi con la dimensione della memoria storica ponendo in rapporto dialettico gli insediamenti edilizi esistenti, storici e non, con il contesto (strade, percorsi, spazi pubblici, aree verdi, ecc.) e con i segni del territorio, alla ricerca di uno sviluppo armonioso del luogo. Le Amministrazioni dovrebbero, sempre più, riconoscere la valenza della "bellezza" dell'habitat locale nella sua complessità compresi gli aspetti culturali e ricreativi ed elaborare appositi regolamenti atti a salvaguardarne le caratteristiche e peculiarità ma anche ad elaborarne nuovi.

La priorità data alla conservazione e promozione dei paesaggi agrari può avere, in un contesto come il nostro, un altissimo valore: può incarnare infatti non solo il rispetto per i nostri padri, ma anche un principio unico sempre più urgente, vale a dire il rispetto per i diritti delle generazioni future, alle quali non possiamo lasciare in eredità un paesaggio devastato. Per questo dobbiamo pensare al Paesaggio come bene comune.

Difendere la natura, la cultura e le nostre tradizioni significa esercitare pienamente il proprio ruolo di cittadini. Dobbiamo elaborare una politica locale efficace ed integrata per tutelare le aree naturali, salvaguardare il suolo come eco-sistema, tute-lare le reti idrografiche. Si tratta di infrastrutture verdi, uno strumento di comprovata efficacia per ottenere benefici ecologici, economici e sociali ricorrendo a soluzioni naturali. Ciò aiuta a capire il valore dei benefici che la natura offre alla società umana e a mobilitare gli investimenti necessari per sostenerli e consolidarli. Rispetto alle infrastrutture tradizionali, concepite con un unico scopo, le infrastrutture verdi presentano molteplici vantaggi.

Non si tratta di una soluzione che limita lo sviluppo territoriale, ma che favorisce le soluzioni basate sulla natura e di solito costituiscono l'opzione migliore. A volte può rappresentare un'alternativa o una componente complementare rispetto alle tradizionali soluzioni. Il paesaggio di un territorio, inteso come sintesi tra le istanze

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estetico - percettive, naturalistiche - ambientali e storico - sociali, funge da cornice ideale per la promozione di politiche pubbliche locali finalizzate a tutelare e preservare la biodiversità (vegetale e animale) e, nel contempo, a sostenere azioni di sviluppo capaci di rafforzare l'attrattività del contesto e a migliorare la qualità di vita della comunità.

IL NUOVO VALORE DELL'OSPITARE.

Ciò che rende unico un territorio è il delicato equilibrio tra gli elementi che lo contraddistinguono, e la loro unione contribuisce a creare una particolare atmosfera, appunto una "narrazione" del territorio stesso, partendo dalle sue origini prosegue nel tempo, senza mai trovare davanti a sé una reale fine, ma cercando sempre nuovi spunti per rinnovarsi. I nostri borghi, come dimostrano molti di questi vicini a noi, possono essere contesti nei quali basare uno sviluppo sostenibile, che risponda alleesigenze e ai bisogni di chi sul territorio abita o decide di visitarlo, una pratica di sviluppo che al contempo promuova una logica strategica volta alla tutela delle risorse presenti, del patrimonio materiale e immateriale, che mantenga l'integrità culturale che lo caratterizzi, la biodiversità e il sostegno al miglioramento della qualità della vita.

I nostri borghi sono il fulcro di territori ricchi di elementi che, se integrati e valorizzati costituiscono un "prodotto". Il territorio è la base su cui si sviluppa tale prodotto ma per fare ciò è necessario pensare con una visione di sistema, favorendo le azioni che integrano le potenzialità collegate ad un triangolo fatto da risorse, imprese/pubblica amministrazione e mercato. In questo modo, i borghi possono creare le condizioni per consentire al territorio di rafforzare il valore che esso è in grado di offrire ai propri visitatori attuali o potenziali. È necessario però introdurre una fondamentale distinzione, nell'ottica del marketing, che caratterizza il "prodotto - borgo", dalle normali produzioni industriali. Il territorio non è progettato o modificato in funzione delle attese della domanda, ma viene valorizzato in tutte le sue caratteristiche per massimizzare la considerazione da parte dei diversi utenti, attuali o potenziali.

Si viene a creare quindi un sistema di offerta, complesso e integrato, nella quale i diversi attori locali interagiscono attraverso la condivisione degli obiettivi comuni, nell'ottica di creare un'offerta innovativa, originale e competitiva.

I prodotti non possono rimanere sempre uguali a loro stessi, come immobili e immutati in attesa che i fruitori compiano la loro azione. In questo senso avviene il passaggio logico e strategico che caratterizza i moderni territori, che decidono di intraprendere un percorso di valorizzazione turistica: da prodotto a esperienza. Un sistema complesso che da statico diventa dinamico nei confronti dei suoi abitanti e degli ospiti-turisti e dei visitatori. Seguendo questa logica, il sistema - borgo diviene protagonista dell'esperienza, in cui i turisti non sono intesi solo come fruitori passivi, bensì come soggetti attivi in grado di trarre un vantaggio dall'esperienza vissuta, attraverso il ricordo trasformandolo in una narrazione, elemento cruciale della relazione sociale.

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I borghi e le loro comunità, custodi di un patrimonio complesso di risorse, conoscenze, tradizioni e cultura, presentano le condizioni ideali per divenire soggetti attivi dell'economia dell'esperienza, organizzandosi per diventare un "sistema ospitale", basato sull'integrazione delle componenti pubbliche e private.

Affinché il nostro paese diventi un sistema ospitale è necessaria una pianificazione degli ambiti strategici in cui poter dare vita a programmi di riqualificazione del territorio, tutela e recupero delle risorse esistenti a cui ne consegue un'adeguata valorizzazione, in modo che queste diventino perfettamente fruibili sia dagli abitanti, sia dagli ospiti del paese. I Comuni si ritrovano così ad organizzare una cultura dell'ospitalità, che mira prima di tutto a migliorare la qualità della vita dei propri abitanti e insieme anche quella dei visitatori, seguendo i principi di due tipi di turismo complementari tra di loro: il turismo di comunità e quello esperienziale.

Il turismo di comunità è la componente e allo stesso tempo il risultato, di una strategia generale di sviluppo di un territorio. Si tratta di un tipo di turismo che genera una molteplicità di benefici, sia per la comunità locale, sia per i visitatori. La comunità locale ottiene nell'immediato ricadute economiche positive, dato dall'aumento dei flussi turistici nell'area interessata, ma al contempo anche nuove possibilità di impresa, una possibile risposta alla disoccupazione, una maggiore integrazione e coesione sociale, una consapevolezza più radicata del valore del proprio territorio, della preziosità delle risorse locali (naturali, artistiche, culturali), dell'importanza del recupero delle tradizioni.

Ma soprattutto il turismo di comunità offre gli strumenti adeguati per effettuare scelte e stili di vita sostenibili. I turisti/ospiti hanno la possibilità di inserirsi all'interno della comunità locale, di prendere parte alle attività quotidiane, di identificarsi con lo stile di vita del paese, diventandone cittadini e imparando a conoscere un luogo attraverso l'interazione diretta con le persone che lo abitano.

Questo tipo di turismo offre un'esperienza complessa e articolata che pone il turista come protagonista principale della narrazione. Conoscere i luoghi, significa anche promuovere, dentro la comunità locale e fra i visitatori, uno stile di vita attivo e sano strettamente legato alle caratteristiche ecosistemiche del territorio al fine di stimolare le economie green locali. In altre parole: il "turismo personale" supera l'asimmetria fra domanda e offerta.

Un territorio che abbia intrapreso un percorso di valorizzazione turistica e il cui obiettivo sia quello di divenire una destinazione di turismo responsabile, deve necessariamente saper raccontare se stesso. Il turismo esperienziale basa le proprie fondamenta sul concetto di narrazione, definito anche "storytelling" territoriale, processo tanto antico quanto al tempo stesso estremamente moderno e innovativo. Noi siamo ricchi di storie, aneddoti, tradizioni che ben si prestano alla narrazione e che contribuiscono ad implementare il patrimonio immateriale (il racconto) del territorio. Per questo lo storytelling territoriale diviene una pratica fondamentale nell'ambito della valorizzazione turistica di un territorio, condividendo i principi del turismo esperienziale e di quello di comunità. Narrare il territorio significa instaurare una relazione empatica con quelle persone che quel territorio lo abitano o lo visitano.

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Una narrazione a 360°, quotidiana, costante, molteplice e polifonica, che vive grazie al contributo di tutti e in cui tutti diventano protagonisti, sfruttando principalmente i potenti e dinamici strumenti che la rete mette a disposizione. È attraverso la narrazione del territorio che si suscita l'interesse e si viene a creare l'aspettativa del turista in tre fasi differenti: prima, nel momento in cui si inizia a conoscere il territorio tramite il web, pubblicazioni cartacee o racconti personali; durante, nel momento in cui avviene l'interazione e l'incontro diretto con la comunità locale; dopo, quando si esprimono le proprie riflessioni, i pensieri e i ricordi dell'esperienza.

ORGANIZZAZIONE DELLA COMUNITA'.

La comunità locale e il turismo esperienziale, essendo l'anima della narrazione del territorio, ne costituisce una prospettiva strategica cruciale. Tale obiettivo viene raggiunto attraverso la realizzazione e lo sviluppo di idonei strumenti mirati a perseguire: • lo sviluppo di una rete fra strutture ricettive e operatori locali, attraverso la sottoscrizione di un atto strategico condiviso; • la creazione di una Rete Ricettiva all'interno del borgo sfruttando immobili pubblici o privati sottoutilizzati, basandosi però su di una gestione commerciale e operativa centralizzata; • l'attivazione di una "casa degli ospiti", utilizzata come punto di ritrovo, sede per eventi, degustazioni, mostre; • l'istituzione di un "cartellone unico" degli eventi su base annuale; • l'individuazione e la formazione di alcune figure e funzioni nevralgiche nel dispositivo di ospitalità affinché si possa conseguire, da parte dell'ospite, un'esperienza "memorabile"; • la valorizzazione del patrimonio gastronomico attraverso reti produttive composte da operatori economici.

Sarebbero opportuni interventi diretti dell'Amministrazione comunale, nella pro-grammazione a breve - medio termine, allo scopo di migliorare il contesto materiale ed immateriale dell'ospitalità. Affinché lo scambio reciproco tra comunità locale e ospiti crei valore, è necessaria una volontà condivisa da entrambe le parti, di conoscenza e di farsi conoscere, di condivisione e di rispetto. Un sistema turistico che decide di affrontare la sfida del turismo di comunità, deve necessariamente adottare un approccio in cui alcune figure della comunità locale assumono un ruolo di assoluta importanza, andando a guidare in prima persona il percorso di conoscenza degli ospiti e adottando un approccio professionalizzante, nei confronti della cultura dell'ospi-talità.

La Comunità Ospitale: Ospitare facendo impresa. Occorre creare un dispositivo integrato di offerta innovativa basato sulla interazione di operatori, comunità locale e Amministrazione comunale. Comunità. Operatori della ricettività, ristoranti, imprese di produzione tipica. Amministrazione comunale. Sviluppo del progetto "L'Anima del Territorio" basato su rete fra ristoranti di area vasta sub regionale e/o regionale Valorizzare la cucina tradizionale locale quale fattore di medium culturale e assicurare la sostenibilità con l'uso di materie prime a Km zero. Ristoratori. Aziende di produzione.

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Realizzazione di Reti ricettive diffuse, a gestione unica. Attraverso il recupero di parti di patrimonio edilizio, pubblico o privato, abbandonato o sottoutilizzato, creare un sistema ricettivo sostenibile e connesso con la vita del borgo. Proprietari di edifici. Cooperative di Comunità specifica. Investitori specifici. Amministrazioni comunali. Progetto "Casa utile" per l'uso ottimale e la valorizzazione turistica delle seconde case disponibili nel quadro di una strategia di offerta locale.

Infine, occorre organizzare un sistema di gestione unico ed integrato delle seconde case e una strategia di valorizzazione centralizzata soprattutto tramite internet.

Rimane ancora una considerazione da fare.

"Oggi, in mezzo al guado del terzo millennio, siamo sospesi sull'orlo di una mutazione generale. Dobbiamo essere consapevoli che la posta in gioco è immensa. Nel momento in cui la mutazione ha il sopravvento, il grande libro della nostra memoria è definitivamente archiviato, o bruciato, proprio come avviene nelle fasi finali delle grandi civiltà. Dunque, che cosa conta veramente? Che cosa va a tutti costi salvaguardato? E quali sono le radici che ancora ci forniscono un equilibrio per ancorarci al mondo? In definitiva, che cosa possiamo e dobbiamo portarci nel futuro, dentro la valigetta telematica che ci accompagnerà?" (Luca Francesconi).

Sono domande importanti e urgenti alle quali non possiamo non dare risposte, concrete e responsabili. La prima di queste risposte è la consapevolezza che dob-biamo avere particolare riguardo alle nostre radici, che vengono da molto lontano e costituiscono il nostro patrimonio etnografico, culturale e identitario; sono radici che proprio per questo ci consentono di navigare nel grande mare del tempo, in quello presente e in quello futuro, ci indicano una direzione autentica, funzionale ai nostri bisogni più profondi: alla nostra armonia interiore, alla sicurezza dei nostri passi e alle aspettative di ciascuno di noi, dai più giovani ai più anziani.

Ma sono anche domande alle quali siamo chiamati a rispondere attraverso le nostre scelte personali, in ogni momento della nostra vita, scelte che talvolta ricadono su tutta la collettività.

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 Incontri on line sulla scoperta e la valorizzazione dei Mulini storici

San Lorenzo - Osilo - Sabato 13 giugno 2020, ore 12,00. 

Partecipano all'incontro:


Marica Grano (coordinatrice, da Matera)
Graziano Dore (da Sassari) 
 Antonio Strinna (da Sassari)


Dal romanzo: IL PAESE CLANDESTINO

Antonio STRINNA - Arkadia editore. 

   "Lascia che il lievito del silenzio, con la sua abituale discrezione, lavori nella trama della tua esistenza", ecco con quale sentenza mi congedò la mia Olivetti Lettera 32. E concluse: "Lascia che maceri proprio tutto: il cuore, la fibra, l'umiltà. Soltanto così un giorno potrai rinascere, in qualche modo, e concederti un'altra occasione".

Insomma, un piccolo spiraglio di speranza, si sa, non si nega a nessuno. Anche se non manca mai il rischio che si trasformi, indefinitamente, in una nuova illusione. L'onda culturale del '68, arrivata in Italia dopo il maggio francese, avrebbe potuto alimentare questa speranza. Ma dentro la sua corsa prepotente, non so come, sospettavo che ci fosse anche qualcosa di fragile e dunque di provvisorio; del resto, era un'onda che il tempo doveva ancora mettere alla prova. Prima o poi lo farà, mi dicevo convinto, magari risparmiandogli la sconfitta, ma sommergendo il suo cambiamento con un altro cambiamento, e poi con un altro, un altro ancora. E ogni cambiamento sarà come una barca senza viaggio né meta.

Che cosa me lo faceva sospettare? Il fatto che il vero cambiamento, quello incarnato da Martin Luther King, era stato assassinato proprio in quella stessa primavera. A Memphis. Il pastore protestante era stato ucciso, infatti, il 4 aprile 1968. E con lui anche una storia appena nata. La sua speranza, soprattutto, era stata uccisa, e quella di milioni di persone.

Sì, perché il potere dei simboli -Martin Luther King era uno di questi, forse il più grandioso-, era stato annientato clamorosamente. Da chi? Proprio dai simboli negativi costituiti dal potere fin qui conosciuto. Da tutto questo appariva chiaro che non era ancora venuto il tempo in cui sarebbe stato possibile capovolgere i valori in campo e dunque il potere stesso.

Anche il libro "La forza di amare" di Martin Luther King, che avevo letto più volte come fosse la mia Bibbia personale, ora sembrava inutile, quasi morisse insieme a lui. Dopo quel 4 aprile, la primavera appena iniziata sembrava non avere più ragione di continuare. Soprattutto, non sembrava più stagione di sogni.

"Riteniamo che tutti gli uomini -di ogni razza e colore, poveri e ricchi-, siano stati creati uguali". Il mondo doveva ricominciare da qui.

Martin Luther King aveva un sogno straordinario, non solo grande, ma non faceva parte dei sogni dell'America, ancora meno dei potenti di questo paese. Così, già all'alba, quel sogno si era ricoperto di sangue. Sommerso e ucciso dal sangue. Ed era chiaro che, dopo la sua morte, nessuno avrebbe trovato i frutti del suo sacrificio dietro l'angolo. Era molto più facile raggiungere la luna che dare risposte al destino e alla dignità dell'uomo.

E poi c'era la voglia crescente di cambiamento, una vera e propria ossessione, malgrado l'evidente fragilità. Era un'etichetta puntualmente incollata a ogni parola, a ogni gesto. Pubblicità ingannevole, diremmo oggi, carica di promesse senza futuro. Ingannevole come qualunque industria dei sogni.

Cultura e fede guardavano alla modernità. La modernità, poi, avrebbe puntato al postmoderno. Senza pensare che forse un giorno non ci sarebbe rimasto che guardare al passato, alla tradizione, per recuperare quel poco che ci era rimasto. Quando ormai quasi tutto sarebbe stato difficile da ritrovare, per le strade, nelle scuole, nelle famiglie e persino nelle chiese.

Contestare, ribellarsi e infine cambiare, radicalmente... Radicalmente? Non è forse vero che c'è sempre qualcuno, primo fra tutti il potere, che non esita a cavalcare il cambiamento e a strumentalizzarlo a proprio vantaggio? Magari cancellando i vecchi valori, come è successo, sostituendoli con i propri. Per la maggior parte delle persone, specialmente per gli ingenui e gli sprovveduti, è sufficiente ogni volta sentirsi addosso un vestitino nuovo.

Non so quanto fossi consapevole di tutto questo e quanto fosse razionale la mia scelta, certo è che mi sentivo in dissenso su quanto stava vorticosamente accadendo. Il continuo cambiamento -così intuivo nell'intimo-, in fondo sgorgava dal ventre di un ambiguo progresso. Di quel progresso che aveva condannato e messo a morte la mia valle, con i suoi 36 mulini. Per cui trovavo automatico e istintivo chiedermi che altro ancora stava morendo, chi e cosa veniva travolto da questo generale cambiamento. Sacrificato sul suo altare, sempre più grande, e affamato, senza che qualcuno si sentisse responsabile -forse neppure cosciente-, di tutto quanto veniva annientato per sempre.

Dunque, in silenzio, scelsi di non seguire il facile corso delle tante mode che già si susseguivano una dopo l'altra. Quella della musica inglese, prima di tutto. E poi quelle, sempre più accattivanti, che ci suggerivano come dovevamo vestirci, parlare e persino sognare.



VALLE DI BUNNARI - BADDE OLIA - 1938 - 


Anche Bunnari ha avuto i suoi mulini, fino agli anni '50. Credo quattro, forse cinque. Nella prima foto si vede il mulino di mio nonno paterno, a Badde olia. La ruota è di metallo. In alto, a destra, mio padre appollaiato sopra la ruota, insieme a un suo amico. Nella seconda foto si vedono mio nonno paterno e il fabbro che ha realizzato la ruota in metallo. 

Badde olia. Si tratta di uno dei tre mulini di proprietà di mio nonno paterno.